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giovedì 17 gennaio 2008

Una terra strabiliante: deserti selenitici, cascate uniche al mondo e alcuni degli stregoni più bizzari del pianeta

Il Camerun, come l’Etiopia, è un paese di una bellezza inimmaginabile. Soprattutto, se eviti la malandrina e convulsa Doula e Yaoundè, enclave della diplomazia europea, e ti spingi a Nord, in un Africa autentica, in una terra dura e pura esattamente come la esplorò Gide o come apparve all’antropologo svizzero Gardi. O come la visse Gerald Durrel nel 1984, quando vi si recò alla ricerca di specie rare di animali da portare con sé in Europa; e come la descrisse nel suo libro Lo zoo sotto la tenda’ coi suoi racconti avvincenti e i suoi esilaranti testa a testa col capotribù locale, il "Fon" di Bafut, uomo di grande spirito e leggendario bevitore. Quei pochi tour-operator che ti vendono il Camerun te lo spacciano come ‘ l’Africa in miniatura’ . E invece è una terra strabiliante in cui coabitano sultani, gorilla, pigmei, vulcani, cascate uniche al mondo, foreste pluviali ancora inesplorate, deserti selenitici e alcuni degli stregoni più bizzarri del pianeta

domenica 30 dicembre 2007

Loro l'hanno amato così

Il ventenne Celine cominciò proprio in Camerun la sua carriera di medico. Gide lo adorava. Nel suo 'Viaggio in Congo e Ritorno dal Ciad' scrisse della foresta pluviale del Camerun : "E così bella, così clamorosamente bella, che hai quasi la sensazione che qui, tutto, alberi, piante, albe, tramonti siano stati creati per essere rimpianti. Sopravviveremo mai a tanta bellezza ? ".